Mamma Fit, tornare umane dopo il parto

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Sono passati ormai più di due mesi da quella notte in cui, al termine di un gustoso travaglio, ho detto alla mia ostetrica: “Ok, basta, senti chiudiamola qui. Io non ce la faccio più, sarà per un’altra volta. Guarda, tutti carinissimi ma io torno a casa. Dai, ci sentiamo presto, ciao”.
O più o meno.
Il padre del fardello d’amore dice che più che altro urlavo sguaiata “BAAAASTAAAAAAAAA” ad ogni contrazione.
Comunque, fatto sta che l’omino che viveva nel mio addome ha ben pensato di farsi una sciarpa con il cordone ombelicale e per cause di forza maggiore son passata dalla bellissima stanza con vasca e con il mare dipinto sulle pareti, alla stanza in cui ti aprono come un pacco la sera della vigilia di Natale ed estraggono l’esserino che hai in grembo.
Com’è, come non è, mi ritrovo a casa con questa miniatura di bambino.
Pancia vuota, cuore pieno, tette pienissime. É arrivato il momento di recuperare una sorta di forma umana e mi iscrivo a una faccenda ferrarese intitolata MAMMAFIT.

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Intanto c’è da dire che questo Mammafit ha il simboletto del marchio registrato perchè per insegnarlo non è che una mattina ti svegli e ti dici “Voglio proprio far dimagrire quelle panzone delle puerpere”, ma devi superare una serie di prove difficilissime tipo la vasca dei coccodrilli e la traversata del deserto con solo una coca zero e un pacchetto di Tuc nello zainetto. Solo allora ne sei degna.
Una volta messa in chiaro la professionalità dell’istruttrice, che da questo momento in poi chiamerò “maestra” come ogni istruttrice della mia vita (maestro di danza, maestra di pallavolo, maestro di nuoto, maestra di pilates, maestro di basso, maestra di mammafit), vi spiego come funziona l’allenamento.

La prima parte, che chiameremo RISVEGLIO MUSCOLARE la si fa al proprio domicilio e si articola nelle seguenti fasi:
-Sveglia con strilli provenienti dal fianco del letto di chi deve necessariamente annunciare ogni scoreggia facendola precedere da un pianto sonoro (e non sto parlando del mio compagno)
-Somministrazione della colazione allo scoreggione (colazione a cm 0 tramite tetta)
-Mettere tazza di latte in microonde; accendere macchina del caffè
-Prelevare dalla branda il fardello d’amore, lavaggio culo, cambio pannolino, lotta a quattro mani per la vestizione (non ricordo dove ma avevo letto che vestire un neonato è come cercare di infilare uno zainetto ad un polpo e mai descrizione fu più adeguata).

E già qua abbiamo bruciato circa 350 Kcal, ma continuiamo.

-Altro giro di microonde al latte che nel frattempo si è raffreddato
-Lavare e vestire se stessi

Molto frequentemente si assiste ad un secondo giro delle operazioni TETTA e CAMBIO PANNOLINO. E indovinate un po’ a scapito di quale altro step, esatto, la vostra colazione.
Sempre più magre, sempre più dritte all’obiettivo.

A questo punto è il momento di sgommare a tutta velocità giù per le scale e i due piani senza ascensore con ovetto a mano faranno fare al vostro metabolismo basale lo scatto di cui avevate tanto bisogno.
Una bella sudata mentre caricate passeggino e borse varie nel baule, e via che si vola a lezione di Mammafit.
E le prime 650 Kcal le abbiamo bruciate.

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Le lezioni di Mammafit si svolgono in questo modo:
-Teoria: riscaldamento con camminata veloce sulle mura spingendo il passeggino
Realtà: piacevole passeggiata a coppie durante la quale si confrontano numero di ore di sonno, numero di scariche fecali dei pargoli, aggiornamento su eventuali offerte di pannolini presenti nei supermercati della zona

-Esercizi di tonificazione che alla prima lezione ti dici “Sì vabbè ma ste cose me le potevo pure fare io gratis sul tappeto del salotto aprendo su YouTube qualche video tipo TORNARE IN FORMA CON JILL COOPER”, e all’ultima lezione prima di affrontarli ti devi legare stretta una fascia in fronte come Sylvester Stallone, perchè sono un crescendo di fatica e di bestemmie.

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La parte che si svolge all’aria aperta sulle mura cittadine desta sempre molta curiosità nei passanti, che non si risparmiano con foto, commenti ed applausi.
Tra i migliori ricordiamo: la vecchina che stava con tutta probabilità andando a funghi che si accoda e ci dà dentro con gli slanci laterali di gamba.
A tutela della privacy nostra e della nostra progenie abbiamo addestrato una mamma (di gemelli peraltro, quindi temprata come l’acciaio inox) a dissuadere gli improvvisati fotoreporter dal fare ulteriori scatti. Vi assicuro che smettono tutti. Subito. E chiedono scusa.

La parte più bella del MammaFit è che porti con te il piccolo fardello d’amore e quindi riesci a fare qualcosa per te stessa senza abbandonarlo e finire dritta dagli Assistenti Sociali. Per intrattenerli ogni tanto si cantano anche delle canzoncine mentre stai tenendo il plank. Tipo ieri abbiamo cantato Whisky il ragnetto e io non mi sono accorta di tutta la fatica dell’esercizio che stavamo facendo perchè ero troppo occupata a calcolare da quanti mesi non mi bevevo un Coca & Jack.

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Ma andiamo, chi voglio prendere in giro, siamo seri.
La parte più bella del Mammafit sono le seconde colazioni e gli aperitivi che facciamo post-lezione.
Che con i tramezzini del bar all’angolo le calorie perse si pareggiano subito.

E si è subito amiche.

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3 pensieri su “Mamma Fit, tornare umane dopo il parto

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