Sindrome premestruale: linee guida.

putin

Arriva un giorno nella vita di una donna in cui tutto cambia. Ti scappa la pipì, corri in bagno, ti tiri giù la mutanda e all’improvviso nella tua testa si forma una voragine. Galleggi per un istante nel vuoto cosmico e poi BUM! Riprecipiti di colpo nel mondo reale. E nel mondo reale sulle tue mutande c’è una macchiolina di sangue. E’ lì. E’ proprio lì.
“MAAAMMAAAA! Mi sono venute le mestruazioni!”.
E siamo usciti a festeggiare. Ecco mamma, per la sera del tuo compleanno ti ho fatto il regalo di diventare una signorina. Tiè!
“UH DIU MAMA! AG SEM ‘LU.”
E da lì, non ce l’avevi mica detto questo eh Pieroangela, inizi a camminare come una circense in equilibrio su due funi che ballano ognuna con sua nonna. Queste funi si chiamano una Estradìolo e l’altra Progesterone.
Fino ad allora era tutto molto facile:
-felice–>evento triste–>triste
-fame–>cibo–>sazietà
-amici/nemici
-amore/odio
Fluttuavi nella linearità. Ad ogni azione corrisponde una reazione bla bla bla.

Per una maggiore chiarezza vi mostro l’andamento di questi due ormoni nell’arco dei 28 giorni del ciclo mestruale:

estradiolo progesterone
(Ad onor della cronaca: se dovessimo disegnare lo stesso grafico per le fluttuazioni mensili del testosterone nell’uomo otterremmo una linea retta.)

Queste sono più o meno le basi fisiologiche su cui si fondano tutte le stramberie ed i disordini affettivi tra cui ci arrabattiamo nella quotidianità e che ci portano ad assumere tutta una serie di comportamenti personalissimi e curiosi, come ad esempio commuoversi e iniziare a piangere copiosamente, in un climax di labbri tremolanti e singhiozzi che rompono il silenzio, dopo aver accidentalmente schiacciato un moscerino della frutta sulla pagina del commento ragionato all’atlante di anatomia umana, travolto da uno schiacciasassi marca stabiloboss.
Ti portano a partorire idee inarrestabili atte a minare il lavoro di giorni. Una serie positiva di dieci giornate di alimentazione ben bilanciata vanificate in sette minuti netti.
Vai di combo spaziali di alimenti che normalmente abitano in piatti lontanissimi tra loro.
“Ehi, queste olive non sono niente male nello yogurt!”
“Ecco qua, ancora uno strato di mayo e ci siamo!”
“Secondo te insalata russa e nutella nello stesso toast? No vero?”
Non è fame. E’ qualcosa di completamente diverso. E’ un ordine che arriva al tuo cervello inviato tramite un telecomando che qualcuno sta impugnando da lontano.
“Oh mio dio. Vorrei un panzerotto ripieno di profiteroles ricoperto da scaglie di crostata di ciliegie e parmigiano 36 mesi.”
Così.
E il bello è che poi ve le magnate veramente tutte ste cose.
E’ poi proprio in quei giorni lì che ringrazi Spotify di aver pensato all’opzione “sessione privata”. Mica tutto il mondo può sapere che sto ascoltando da cinquanta minuti in loop “Blue Jeans” di Lana Del Rey. Meglio che là fuori continuino ad associarmi a Coltrane.
Ho condotto anche una piccola indagine tra le mie amiche e mi sono state riportate esperienze davvero particolari, vissuti di depersonalizzazione, nuove personalità emergenti.
Alcune testimonianze di donne vere, tipo quelle della Dove.

“Poco prima del ciclo ho una voglia irrefrenabile di ascoltare Antonello Venditti. Anche se a dire il vero, adesso che mi ci fai pensare, l’ultima hit del premestruo è di Luca Carboni. Imbarazzante.”

“Spaghetti allo scoglio on my mind. E pensare che non li ordino dal 1995.”

“Per tutto: può solo andare male. Ti sta tradendo. Sei grassa. Tutti i vestiti ti stanno di merda. Ti cade tutto dalle mani. Penna, TAC! Raccogli la penna e nel raccoglierla ti cade il foglio, SWISSSH! Mentre tenti di prendere il foglio al volo ti alzi di scatto, e PIM! Testata sullo spigolo.”

“Sì, sì, piango anche guardando cose tipo Bake Off Italia, il TG, la pubblicità dell’Oviesse.”

“Pancia da quarto mese che “ppperò sembri già più avanti!””

“Io mi scoperei anche i manichini del negozio”

“Poi, frase tipica: SEI IN PREMESTRUO? E hanno sempre ragione.”

“Ma i disordini intestinali valgono o solo cose psicologiche?”

Una vera e propria trasformazione, un precipitare nel corpo d’altri che ti destabilizza e devono tutti lasciarti stare. Tutti. Lasciarti. Stare.
Perchè è un attimo. La miccia è davvero cortissimCHE CAZZO VUOI.

Dopotutto però trovo che sia allo stesso tempo una meravigliosa purga a cadenza mensile. Ti fa incazzare come non mai per cose futili, frignare come mammolette per questioni insignificanti ma ti permette poi di uscirne rigenerata come l’araba fenice dal fuoco. Nervi ben distesi, ci si riassetta il vestito con le mani, e via che ECCOMI QUA! SONO TORNATA!
Carina questa camicetta, perchè è nel pattume?

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3 pensieri su “Sindrome premestruale: linee guida.

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