Natale in nove mosse.

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Alcune semplici regole al volo per affrontare le feste:
-Per fare l’albero, ci vuole il fiore.
-Per fare il presepe, un occhio di riguardo alla prospettiva per favore: quel pastorello è alto quattro volte la porta d’ingresso di quella  casetta. E preghiamo Dio che non ci stia provando con quella signora che tesse la lana che gli arriva al ginocchio.
Case grandi davanti, case piccole in fondo, omini grandi davanti, omini piccoli in fondo, Maria alla destra di Gesù bambino e Giuseppe alla sinistra perchè Giotto ha deciso così e chi siamo noi per contraddirlo.
I re magi partono lontani e pian piano si avvicinano. Un passo al giorno, e il 6 gennaio Zac! La falcata finale.
-Le lucine si accendono al tramonto.
-Se hai messo insieme due o più fili di lucine diverse non accenderle nè al tramonto nè mai. Butta tutto nel bidone dell’indifferenziata as soon as possible.
-Spero non sia necessario affrontare la questione palline luminose anni settanta. Ci siamo capiti.
-L’albero, se fatto indoor, va messo davanti ad una portafinestra affinché i vicini possano, anno dopo anno, soffocarsi con la loro bile, ribollire nel silenzio, piangere le loro lacrime per il vostro maestoso abete targato Eurospin che dopo esser passato per le vostre mani è pronto per Dubai.
Se lo fate in giardino, mi raccomando.
Se fossimo in un paese civile esisterebbe un piano regolatore anche per gli alberi di Natale.
-Santa Lucia è infinitamente meglio di Babbo Natale.
Noi abbiamo questa santa ultrasplatter che ci porta i regali: morta, cieca, vestita da sposa, che gira a bordo di un asino brandendo in una mano una campanella per avvisare che ti sta sgamando mentre picchi tuo fratello o mentre rubi cinque euro dal portafoglio di tua madre, nell’altra mano un vassoio su cui stanno appoggiati i suoi occhi. E poi arriva con dodici giorni d’anticipo rispetto a Babbo Natale.
Tenetevi il ciccione, io voglio la guercia.
-Scambio dei regali: per questo Natale propongo di introdurre la consuetudine dell’autoregalo. Ognuno si compra da sé quel che vuole. Alla mezzanotte della vigilia ci si trova sotto l’albero e ognuno scarta quel che si è comprato. Tutti contenti, zero delusione, zero falsi entusiasmi.
Basta felpe e pigiami che finiscono nel cassonetto della Caritas ancora avvolti nella carta da regalo. Basta creme per il corpo che vanno spolverate ogni volta che si pulisce il bagno.
Autoregalo, datemi retta.
-Anello del monaco > Pandoro > Panettone.

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