SETTEMBRE E IL GRAN TOUR DEI MATRIMONI.

matrimoni

Con mio sommo gaudio e giubilo ho ricevuto due partecipazioni questa primavera, ed eccoci qua, ad otto giorni di distanza l’uno dall’altro, mi trovo a fare la comparsa a due matrimoni due, assolutamente priva di precedenti esperienze nuziali.
Da un lato sopraggiunge la paranoia di come ci si veste quanti soldi si regalano a che ora bisogna trovarsi, dall’altro sono forte della mia conoscenza approfondita del bon ton grazie alla mia infanzia in cui solevo intrattenermi sul cesso con il galateo di Brunella Gasperini imparandolo a memoria, quindi raga se vi servono consigli su quanti asciugamani bianchi e quanti invece a fantasia debbano presenziare nella dote di una ragazza a modo fatevi pure sotto.
Occhei, quindi le regole base sono no vestito bianco, no vestito nero, no vestito da serata al Decadence, no braghe della tuta dell’Adidas.
Cioè io credevo, CREDEVO, che queste regole fossero di dominio pubblico, e invece.
E invece c’è sempre la splendida che si veste di bianco, che sennò la tessera da dieci lampade a cinquanta euro cosa se l’è fatta a fare, c’è sempre quella col tubino nero perchè è un passepartout -disgraziata- e c’è sempre quella con il coprispalle, quell’abominio che sembrano leggins per le braccia.
Vabbè, una volta passato in rassegna l’arsenale di vestiti più o meno azzeccati ed essermi autoschiacciata un cinque alto mentale, valuto la cerimonia.
I matrimoni a cui ho preso parte sono stati celebrati uno con rito religioso ed uno con rito civile.
Del rito religioso devo riportare che nel momento in cui il prete ha iniziato a cantare mi è venuta un’extrasistole, mentre non potete capire la commozione che mi è salita prepotente ed inarrestabile dal di sotto della palpebra inferiore quando è partita la lettura del codice civile.
“Art. 143 – Diritti e doveri reciproci dei coniugi”
Poesia.
“Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri”
Lacrime da congiuntivite catarrale.
“Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione”
Rumore inconfondibile di nasi che tentano di trattenere all’interno delle loro coane nasali il moccio. Non sono sola.
“Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”
Davvero bravi questi giuristi.
Madonna.

Comunque, grossomodo direi che un matrimonio deve rispettare una scaletta:
-arrivo della sposa
-formule di Gesù o della Legge per dire che da adesso si è sposati
-prosecco
-buffet
-prosecco
-mangiare
-prosecco
-torta
-prosecco
-ballare
-bomboniera

La mia parte preferita è quella dell’aperitivo, quando devi scavalcare le cotonature a tre piani delle signore per raggiungere la torta salata.
Ma andiamo dritti al dunque, andiamo dritti alla torta nuziale.
I camerieri portano fuori questa cosa che sta a metà tra IL BOSS DELLE TORTE e MEGASTRUTTURE, taglio della torta, foto, ancora foto, e poi tiè, magnate sta fetta di torta, il cameriere ti allunga un piatto.
Stai già per affondare la forchettina nella fettona, ma tutto ad un tratto ecco, un’epifania.
Questa torta non assomiglia per niente a quella scalinata di marzapane che stavano affettando poc’anzi gli sposi.
Questa torta NON è la torta che stavano affettando gli sposi.
It’s a trap!
Questa qui, questa torta che mi stavo apprestando a calare nel mio esofago, NON É LA TORTA NUZIALE, signori.
É una cazzo di normalissima torta in 2D, è una cazzo di truffa!
Con l’aria di chi la sa lunga mi avvicino alla torta nuziale che svetta ancora intonsa sul tavolo e furtivamente ci piazzo l’indice come Tommaso nel costato di Gesù, convintissima di trovare cartapesta, cartoncino, pongo, boh, e invece no. Il dito sprofonda in uno straterello di glassa (scusa Alice).
Il caso della torta nuziale resterà per sempre un X-files.
Davvero, io non l’ho capito.
Se la torta nuziale è vera perchè non me la fai assaggiare, eh? La vuoi stipare nel tuo freezer nuziale? La vuoi forse servire come dessert per tutte le domeniche della tua vita finchè morte non vi separi?
Insomma, messa da parte questa incommensurabile delusione, fatevi forza. Non vi resta che sperare di aver bevuto prosecco a sufficienza nel momento in cui partono i Watussi, e poi, puntuale come la morte, arriverà anche lei, BRIGITTE BARDO’-BARDO’, ed è proprio lì, mentre pensi cristosanto il trenino madonna il trenino, parte Mambo n.5 e, mi dispiace, ma io a Lou Bega non resisto.
Ciao raga ci vediamo in pista.

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2 pensieri su “SETTEMBRE E IL GRAN TOUR DEI MATRIMONI.

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