IN CUCINA CON CHIAVOLI. La grigliata di pese.

Dunque. Poichè non posso di certo fare la fashionblogger in quanto mi vesto a caso, vi dico come si cucinano alcune cose senza la comparsa di effetti collaterali quali: ferite che necessitano di punti, ustioni di grado “bolle mostruose”, detonazioni di pentole a pressione nelle vostre cucine abitabili.

Oggi ci occuperemo della grigliata di pesce, o “grigliata di pese” perché la stiamo cucinando al lido delle Nazioni, Ferara, Ferara, provincia di Ferara. Il pesce puzza.
Sono ospite nella cucina della casa al mare della Suocera di Chiavoli, considerata all’unanimità gran maestra di cucina e di bontà.

Innanzitutto è necessario premettere che per garantire un grado di ilarità accettabile e per tenere alto il morale della brigata ho deciso di indossare alcuni accessori che mi conferiscono il fascino discreto della turista giapponese, come potrete vedere dalle foto.

C’è da dire inoltre che l’unica mia esperienza precedente con la cucina di mare si limita ad una brigosa pulizia delle cozze di cui magari vi farò un reportage  in una successiva puntata, e alla cottura di bastoncini di pesce F****s tramite microonde.
(la seconda è una i)

Oggi è pertanto un gran giorno oh signori, perché la Suocera di Chiavoli ha deciso di farmi dono dei suoi segreti, ignara del fatto che questi verranno pubblicati e letti in tutto il mondo, tra cui ricordiamo i due contatti che mi seguono da Israele e cogliamo l’occasione per inviargli un saluto a casa e per dirgli: state calmini.

Allora, innanzitutto è importante definire gli ingredienti:

-Pesci vari

Ora possiamo partire con la preparazione e la cottura.

Per primi vanno presi i pesci medio-piccoli e vanno infilzati su un doppio spiedino perchè Suocera di Chiavoli sostiene che in questo modo poi i maschi (Fidanzato di Chiavoli e Suocero di Chiavoli), che nel frattempo stanno preparando le braci e ballando in cerchio attorno alla griglia ringraziando il dio del fuoco per il meraviglioso dono, riescono a girarli meglio durante la cottura.

A me pareva brutto infilzarli così, tutti dritti, allora ho preferito alternare teste e code, così almeno quei pesci azzurretti si guardano in faccia da morti. Il pesce puzza.

Ecco la prima prova fotografica. Ho pensato di dargli questo gradevole effetto subacqueo per farvi entrare fin da subito nel mood.
Vediamo anche, di spalle, Suocera di Chiavoli.
Il formaggio non serve. E’ un inserimento di prodotto a fini commerciali. Così come i pop-corn (davvero buoni questi al BURRO, comprateli).

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Photograph courtesy: Cognata di Chiavoli

 

Vediamo quindi nel dettaglio l’infilzamento. Il pesce puzza.

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Photograph courtesy: Cognata di Chiavoli

 

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Photograph courtesy: Cognata di Chiavoli

 

E il tripudio finale di pesce, lo spiedino finito

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Photograph courtesy: Cognata di Chiavoli

 

A questo punto consegnamo ai maschi gli spiedini e l’anguilla che nel frattempo Suocera di Chiavoli ha pulito con un rituale per il quale mi è stato detto di non essere ancora pronta.

Passiamo quindi alla pulitura dei pesci più piccoli (che puzzano come quelli grandi).

Questi.

pese5.jpg
Photograph courtesy: Cognata di Chiavoli

 

Questi pescetti vanno spremuti come un tubetto di dentifricio partendo dalla coda e dirigendosi verso la testa (per chi ha studiato, in direzione caudo-craniale).

Inizialmente questa manovra permetterà di far uscire dall’ano del pesce la cosiddetta merda ed in seguito, aumentando man mano la pressione esercitata, permetterà di sbudellarli facendo uscire intestini a molla e organi interni vari del pesce, tipo stomaco e cuore (che ricordiamo essere a sole due camere). Ovviamente puzzano anche le interiora.

A questo punto i piccoli pesci vanno consegnati a Suocera di Chiavoli che te li riporta dopo pochi istanti belli fritti e dorati.

Idem per l’anguilla e per gli spiedini che tornano sfrigolanti dalla griglia.

Direi che questo è più o meno tutto, buon appetito!

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