Patente a(p)punti.

chiavoli guidaMirabolante illustrazione di Elio Illustration

La storia del guidare inizia il giorno che vai ad iscriverti a scuola guida.
La scuola guida ha dei prezzi che possono variare sensibilmente da luogo a luogo, quindi è bene informarsi prima di procedere.
É questo il motivo per cui io, a suo tempo, mi son premurata di vagliare un paio di autoscuole tra il mantovano e il ferrarese. Vi trascrivo qui i miei appunti che magari vi possono servire (calcolate però che i prezzi risalgono a dieci anni fa).

-Sermide (MN): teoria+pratica, il tuo primogenito.
-Castelmassa (RO): teoria+pratica, un forziere ricolmo di monete d’oro, rubini, smeraldi e un osso di pirata a scelta (meglio se una tibia).
-Bondeno (FE): teoria+pratica, il 15% sulla prima casa.
-Ferrara: teoria+pratica, la pelliccia di un cucciolo di cane, meglio se tuo. Solo la pratica, due casse d’arance.

Ho optato per fare solamente le guide a Ferrara e studiare la teoria da me.
Col verde si passa, col rosso stop, con l’arancio vai come un piviere, precedenza a destra, prima i dritti poi i gobbi, dai ok, ci sono.
La mia scelta di grande coraggio ed indipendenza per una non ancora maggiorenne viene premiata con cinque errori.
E via che si va.
Lo faccio di nuovo.
La seconda volta va.

Sarà quindi questo il peccato originale che da allora sto espiando? Sarà la mia presunzione del potercela fare senza l’autoscuola che mi ha condannata ad una vita di guida assurda e creativa?
Perchè io ho dei problemi quando guido. Ma forti. Fortissimi.
Il mio primo problema è vedere animali ovunque.
Ok, non è il mio primo problema.
Un problema è vedere animali ovunque.
Una volta in paese ho rallentato per far passare un gatto bianco, un bel gattone pasciuto che andava alla velocità di trotto. Era anche vicino alle strisce pedonali, come si faceva a non lasciarlo passare.
Per farla breve, il bel gattone bianco era una sportina spinta dal vento. Eh si.
Il segreto sta nell’essere un po’ miopi, così puoi immaginarti un mondo migliore.
“Che schifo, una sportina gettata in mezzo alla strada” diventa “Ma guarda che bel micio!”
“C’è un segnale stradale a 50 metri” diventa “Ommioddio ma a bordo strada c’è un uomo senza testa che sembra camminare minaccioso nella mia direzione!”.

Che avventure, eh.

Il secondo problema sono i parcheggi.
Ora, prima di procedere, voglio spezzare dieci lance a favore di faccende di donne e automobili e parcheggi: tutte le mie amiche sono bravissime a parcheggiare.
Io no.
Io sono quella dei video VIDEO DIVERTENTE DONNA PARCHEGGIA su Youtube.
Io quando parcheggio sudo come solo una donna che sta partorendo senza epidurale sa fare.
Io sono Mary Manovra.
Niente da fare, il mio cervello non è fatto per la retro.
La retromarcia deve averla pensata Dedalo quando era in pausa paglia tra la costruzione di un corridoio e l’altro del labirinto, e poi ha passato il progetto a Satana che l’ha resa cosa tangibile.
Cercare di far fare quel che tu vuoi alla tua automobile a retro ingranata è difficilissimo. Devi immedesimarti nell’automobile, pensare come un’automobile.
Se vado in avanti e sterzo a sinistra l’auto va a sinistra, e fin qui ok. Ma se metto la retro e vado all’indietro a me non mi torna sta cosa che la macchina va ancora a sinistra.
Ma insomma, andare in retro è un po’ come essere nel mondo del contrario dove Grazie vuol dire Prego e si nasce vecchi e muore bambini, e quindi se sono in retro e sterzo a sinistra io E S I G O che la mia macchina vada a destra. Chiaro?
O forse è il contrario. Non importa.

Fatto sta che tra due settimane mi scade la patente, e allora pensavo: ma perché non fanno dei corsi di scuola guida per ripassare?
Perché scuola guida l’hai già fatta, direte.
Però anche inglese l’abbiamo fatto tutti alle medie e alle superiori, e com’è allora che qua ci sono un sacco di persone che vanno ai corsi di inglese?
E poi com’è che adesso guidano anche i cani?
Io non lo so.
So solo che a me piace molto fare il passeggero e magari mangiare qualcosa mentre guardo fuori dal finestrino le cose che succedono là fuori.

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