Postponi award

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La giornata inizia con la sveglia che suona. Ma non è la tua.
Inizia con la sveglia di quelli che abitano al piano di sopra. E non suona. Vibra.
Nella mia mente si è venuta a costruire nel tempo una sceneggiatura dettagliata e precisa di questi che si preparano ad andare a letto: pigiama, denti, tutti sotto alle coperte, sveglia puntata sul telefono, telefono sul pavimento della camera da letto.
Primissimo piano sullo sguardo carico di sfida del marito mentre la sua mano appoggia il telefono a terra.
Ed è così che al mattino, in un orario compreso tra le sette e la mia terza fase rem, mi capita di svegliarmi di soprassalto e fissare il soffitto con la sensazione che questi stia cercando di andarsene da qualche altra parte. Tipo in cucina.
Tutto questo però mi permette di godere appieno di un piacevole fuoriprogramma: alle 7 e un po’ infatti il campanile della chiesa qui vicino scatena le sue campane finte nell’Ave Maria di Lourdes che viene eseguita nella sua interezza, vale a dire due minuti, vale a dire centoventi madonnascappatadicasa.
La seconda interruzione del sonno dei giusti arriva verso le dieci: il postino.
Un postino, quando arriva ad un condominio, non viene nemmeno sfiorato dal pensiero di limitarsi a suonare due volte come la sua formazione professionale dovrebbe suggerirgli. No. Egli suonerà una sola volta, ma lo farà per tutti i campanelli che troverà a disposizione. Nel mio caso sei.
Il mio secondo risveglio è causato quindi da sei campanelli che suonano in successione.
Lo so, lo so, la mia mattina inizia con un tripudio di gioia, brio et letizia e dovrei approfittarne e saltar giù dal letto con un triplo axel. Ma io sono provvista di una corazza che non potete neanche immaginare.
E’ infatti alle dieci e mezza, orario a cui è puntata la mia sveglia nel telefono che ha inizio l’Odissea del postponi.
Ora, tre osservazioni prima di procedere:
– Questa parola, con quelle tre consonanti di fila, a me non piace. Visivamente, dico.
– Come cazzo si fa, appena riemersi dal sonno, a comprendere così su due piedi la differenza tra postponi e ignora.
L’errore madornale è dietro l’angolo, signori. Prestate molta attenzione.
– Io posseggo il raro ed eccezionale dono di ripiombare nel sonno dopo quattro decimi di secondo dall’aver postposto la sveglia.
Potrei narrarvi di innumerevoli mattinate trascorse nel letto tra un postponi e l’altro (vi intercorrono otto minuti) e di come dalle 10,30 io mi sia poi realmente alzata dal letto quando ormai era imminente la sigla de Le strade di San Francisco.
Ma voi lo sapete quanti sogni riesco a fare in queste occasioni? Quante microavventure vivo? Quanti cortometraggi da otto minuti vengono proiettati nel mio cervello?
Non provate a biasimarmi. Non. Ci. Provate.
E’ meraviglioso. E’ logorante. E’ una sfida.
“You snooze, you lose” ma de che.
Postponete.

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